Tipitondi - Aurore

Le fiabe sono vere: Aurore

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Nelle terre innevate del Nord uno strano prodigio trasforma Aurore in pietra, disorientando la sua tribù. La metamorfosi porta via anche la sua memoria, ma un misterioso animale della foresta, Vokko, è pronto a farle da guida spirituale e indicarle la via per tornare alla sua gente e ai suoi genitori. Per riuscirci è necessario inventare una canzone che sappia raccontare il suo popolo e la sua tradizione, per tramandare per sempre alle generazioni future chi sono e da dove vengono.

Perché leggere Aurore di Enrique Fernández?

Scriveva Italo Calvino nell’introduzione alle Fiabe italiane:
io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d’un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano. E in questo sommario disegno, tutto: la drastica divisione dei viventi in re e poveri, ma la loro parità sostanziale; la persecuzione dell’innocente e il suo riscatto come termini d’una dialettica interna ad ogni vita; l’amore incontrato prima di conoscerlo e poi subito sofferto come bene perduto; la comune sorte di soggiacere a incantesimi, cioè d’essere determinato da forze complesse e sconosciute, e lo sforzo per liberarsi e autodeterminarsi inteso come un dovere elementare, insieme a quello di liberare gli altri, anzi il non potersi liberare da soli, il liberarsi liberando; la fedeltà a un impegno e la purezza di cuore come virtù basilari che portano alla salvezza e al trionfo; la bellezza come segno di grazia, ma che può essere nascosta sotto spoglie d’umile bruttezza come un corpo di rana; e soprattutto la sostanza unitaria del tutto, uomini bestie piante cose, l’infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste.

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