Tipitondi - Il mago di Oz

Over the rainbow

«Laggiù in Kansas, zia Em sta somministrando la sgridata che prelude a uno dei più immortali momenti della storia del cinema. «Tu ti agiti sempre per delle sciocchezze! Trovati un posto dove stare tranquilla, senza cacciarti nei guai!» «Un posto dove non cacciarmi nei guai. Totò, credi che esista un posto del genere? Ci deve pur essere.»

«Chiunque si sia bevuto la storiella raccontataci dallo sceneggiatore sulla superiorità della “casa” rispetto al “lontano da casa”, e creda di conseguenza che la morale del Mago di Oz sia leziosa come un centrino con su ricamato “casa dolce casa”, farebbe bene ad ascoltare il tono struggente di desiderio nella voce di Judy Garland, mentre rivolge il suo faccino al cielo. Quello che ella esprime qui, ciò che rappresenta con la purezza dell’archetipo, è infatti il sogno umano del partire, un sogno che ha una forza perlomeno equivalente alla sua controparte, ossia il sogno delle radici.

«Nel suo momento emotivo più potente, questo è senza ombra di dubbio un film sulla gioia di partire, di lasciare il grigiore e fare ingresso nel colore, di ricrearsi una nuova vita nel “luogo dove non ci sono guai”. Over the Rainbow è, o dovrebbe essere, l’inno di tutti gli emigranti del mondo, di tutti quelli che vanno alla ricerca del luogo in cui “i sogni che osi sognare realmente si avverano”».

[Testo: Il Mago di Oz, Salman Rushdie, Mondadori 2000; Tavole: Il Mago di Oz, David Chauvel e Enrique Fernández, Tunué 2012]oz_pag8_450w

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...