infanzia del fumetto

Come fu e come non fu

Nel corso della fiera romana Più libri, Più liberi, nello Spazio Ragazzi c’era una piccola mostra intitolata Edizione straordinaria! Elsa Morante e il Corriere dei Piccoli. L’allestimento, curato da Fernanda Pessolano per l’Associazione Ti con Zero, mirava a valorizzare alcuni personaggi che la scrittrice ha creato per le pagine del Corrierino e, in concomitanza con i laboratori e le attività previste durante i giorni della fiera, a trasformarli in figurine e teatrini di carta per giocare (secondo una modalità che peraltro era tipica dello stesso Corrierino).

In uno degli scaffali della mostra c’era la bozza definitiva, con tanto di correzioni e aggiunte, dell’edizione straordinaria, dove a uno a uno sono presentate alcune delle fiabe della scrittrice: Paoletta diventò principessa (12 febbraio 1933), La storia dei bimbi e delle stelle (5 marzo-30 aprile 1933), La casa dei sette bambini (29 ottobre 1933), Il povero santino della bella chiesa (19 agosto 1934), La storia di Giovannola (10 febbraio 1935) e Il soldato del re (27 giugno 1937).

 

Il Corrierino, che nel tempo ha cambiato nome, contenuti e aspetto, è il famoso supplemento domenicale per bambini e ragazzi del Corriere della Sera, nato il 27 dicembre del 1908 e sopravvissuto fino all’agosto del 1995. Perché famoso? Perché è stata la prima o almeno la più importante pubblicazione destinata al pubblico dei non-abbastanza-grandi; perché ospitava racconti e articoli di scrittori molto apprezzati anche dagli adulti; perché fin dal primo numero ha pubblicato fumetti, di importazione americana ma anche di produzione nostrana. Per esempio, la prima pagina del primo numero del Corriere dei Piccoli ospita una storia di Buster Brown (disegnato a partire dal 1902 da Richard Felton Outcault, già papà di Yellow Kid e quindi, in un certo senso, del fumetto stesso):Corrierino primo numero

C’è qualcosa che cambia rispetto alla versione americana. Proviamo a confrontare con un’altra tavola (doppia), in una traduzione più vicina all’originale – ovvero, trovate le differenze.

Buster Brown in slitta

Soluzioni:

1. I balloon sono sostituiti da versi in rima.

2. Il protagonista si chiama Mimmo, che suona decisamente più dolce dell’inglese Buster.

3. In entrambi i casi alla fine della storia c’è una morale, ma nella versione originale il piccolo protagonista fa solo finta di essere d’accordo.

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